Premessa
CORSI DI FORMAZIONE IN PSICOTERAPIA AD INDIRIZZO RELAZIONALE-SISTEMICO
Accademia di Psicoterapia della Famiglia di Roma s.r.l.
(Riconosciuta dal Ministero dell'Universitą e della Ricerca Scientifica e Tecnologica ai sensi della Legge 56/89 art. 3 con D.M. 31/12/1993 pubblicato sulla G.U. del 25/01/1994
e adeguato al nuovo Regolamento dell'11/12/1998 n° 509)
INDIRIZZO SCIENTIFICO CULTURALE
Il modello di formazione della Scuola
Nel nostro paese, e in particolare nel modello di formazione della scuola A.P.F., la psicoterapia sistemica è di fatto caratterizzata da questa riscoperta della soggettività, della storia e dell'importanza della relazione famiglia-terapeuta (vedi i numeri speciali della rivista Terapia Familiare su "Famiglia-Individuo", 1983 e "Famiglia-individuo , scelte cliniche",1989).
Il modello concettuale dell'A.P.F. si rifà in parte alla posizione descritta dalla Wertheim, utilizzando come parametro il rapporto famiglia-individuo letto in termini di figura sfondo, come Individuale-Supra-Individuale.
Tale posizione è seguita da Bowen, Boszormenyi-Nagy, Whitaker, Ackerman, Stierlin, cioè da coloro che pure studiando la famiglia come sistema cercano di affermare una continuità con una tradizione psicodinamica anche se, ad eccezione di Ackerman, non svolgono attività psicoanalitica. La famiglia trova nel sé individuale e nel suo sviluppo il suo migliore modello di concettualizzazione. Essa viene definita un sistema emozionale, caratterizzato da forze che muovono verso la differenziazione e forze che invece cercano di mantenere uno stato di coesione. In questo modello un ruolo importante ha la storia, il rapporto con figure significative del passato, le famiglie d'origine.
Il pensiero trigenerazionale e i principi della teoria evolutiva ("Tempo e mito nella psicoterapia della famiglia"- Andolfi, Angelo, 1987) sono ampiamente sviluppati nella Scuola. Il processo di comprensione dell'individuo e delle sue tappe di sviluppo viene inserito in uno schema di osservazione trigenerazionale che permette di "vedere" i comportamenti attuali di una persona come metafore relazionali, cioè come segnali indiretti di bisogni e coinvolgimenti emotivi del passato che trovano lo spazio e il tempo di manifestarsi concretamente nelle relazioni presenti. La costruzione di nuovi legami affettivi e la loro evoluzione sono legate alla possibilità di separarsi da questi vincoli passati. L'obiettivo del terapeuta è quello di costruire una storia con la famiglia nel contesto della terapia, che renda possibile apprendere come ricercare significati diversi negli eventi e nei comportamenti reciproci, sperimentando nuove alternative di rapporto. L'obiettivo, non sono tanto i nuovi contenuti, ma l'apprendimento da parte dei membri della famiglia di una metodologia di lavoro, che permetta loro di conciliare l'essere di ciascuno con l'appartenere alla stessa storia evolutiva e di continuare a farlo fuori dalla relazione con il terapeuta. Nel rapporto tra presa di coscienza ed esperienza, viene riaffermata la priorità della seconda sulla prima. In questo senso il modello della scuola si rifà anche alla posizione Sopra-individuale-Individuale di Minuchin e della sua scuola strutturalista che considera il terapeuta parte integrante del processo psicoterapeutico con la famiglia.
Il suo compito infatti è quello di attivare la potenzialità del sistema familiare perché possa, in prima persona, diventare artefice del cambiamento utilizzando elementi e informazioni già presenti, almeno a livello potenziale, nella famiglia stessa. Quello che muta sono i significati attribuiti all'esperienza.
Il concetto di relazione terapeutica ha un ruolo centrale e il terapeuta viene visto come una sorta di regista che aiuta la famiglia a riscrivere il copione della sua storia e i suoi singoli membri a dar vita a dei racconti personali.
Il metodo è quindi basato sul fare insieme, dentro e fuori la terapia, un'esperienza che permetta di risvegliare potenzialità presenti nel sistema, nella sua storia e nell'esperienza differenziata dei suoi membri.
Un'applicazione importante di questo si ha nel lavoro istituzionale con bambini e adolescenti problematici, nell'intervento con coppie in crisi o in fase di disgregazione familiare e in situazioni di gruppi sociali svantaggiati o marginalizzati.
